Chi siamo?

PalÉat nasce dall’unione del termine inglese Palette (che indica la tavolozza dei colori usata dagli artisti per dipingere) e dal verbo Eat (che significa mangiare), da qui la tavolozza dei sapori: PalÉat. C’è quindi, in tutto il nostro discorso, questa continua correlazione tra colori e sapori, perché la cucina con i suoi prodotti ci permette di creare delle composizioni (nonché ricette) piacevoli non solo al gusto ma anche ai nostri occhi.

INGREDIENTI PalÉat:

Prendete:

– Una regione: la Puglia;

– Una città: Milano;

– Due gemelle: Martina e Giorgia;

Aggiungete:

– Un’ abbondante dose di passione per la cucina;

– Un pizzico di fantasia;

– Una cucchiaiata di arte;

– Due colori complementari: Rosso : Martina = Verde : Giorgia;

Mantecate con:

– Un colore che li unisca: Bianco;

Ed infine, servite il tutto su un tagliere rotondo.

Ecco a voi:

PalÉat

 

RICETTA

Siamo due gemelle pugliesi, ma viviamo da sette anni a Milano. Abbiamo aperto questo blog per raccontarvi le nostre passioni:

CUCINA, TRADIZIONE, ARTE E NATURA.

Unendo questi 4 ingredienti esalteremo le nostre appetitose ricette. Il nostro obiettivo è proprio quello di raccontare la cucina attraverso la tradizione e l’arte, utilizzando ingredienti semplici e di qualità. Vogliamo raccontarvi le tradizioni autentiche, le ricette regionali, quelle vere, quelle preparate come le preparava la nonna. Ogni nostro piatto conterrà almeno un pizzico di fantasia, una manciata di ricordi e una cucchiaiata di arte; d’altronde senza memoria non c’è futuro, ma se ci si ferma al solo ricordo anche le tradizioni muoiono.

LE PAROLE D’ORDINE sono quindi: arte e semplicità.

Infatti, se oggi in cucina si preferisce usare piatti privi di fregi, di motivi ornamentali e con ingredienti semplici, è proprio perché la funzione del recipiente è assimilabile a quella della tela bianca in pittura.

PalÉat nasce proprio da quest’idea: un tagliere di legno, la nostra tavolozza; gli ingredienti, i nostri colori.

Di questi principi se ne parlava già nel 1930, quando nel Manifesto della Cucina Futurista, Filippo Tommaso Marinetti suggeriva al cuoco provetto di:

“Arrivare a concepire per ogni vivanda un’architettura originale, in modo che tutte le persone abbiano la tentazione di mangiare, oltre che dei buoni cibi, anche delle opere d’arte”.

Creare quindi delle opere d’arte con ingredienti semplici, di qualità e che operino un richiamo alla tradizione è facile ed accessibile a tutti, e noi ve lo dimostreremo!